La vera novità non è la vetrina... Lettera del Negozio Giuridico al Corriere della Sera

Gentile Dottor Di Vico, sono Chiara Romeo, l'avvocato che per prima in Italia, ben cinque anni fa!, in epoca pre-Bersani e relative liberalizzazioni,  ha aperto a Genova il primo Negozio Giuridico  (www.ilnegoziogiuridico.it), ovvero il primo ambulatorio legale italiano basato essenzialmente sulla filosofia della prevenzione  e della conciliazione della lite. 
Il Suo articolo di ieri "
Arriva l'avvocato "low cost", in negozio"  ci ha fatto molto piacere e La ringraziamo per aver dato ulteriore visibilità al nuovo approccio che sta  rivoluzionando il mondo dell'avvocatura e al quale ho dato io l'inizio.

Mi sarebbe piaciuto poterne parlare con Lei perché, anche a nome dei miei colleghi, avrei potuto fornirLe qualche informazione ulteriore. Ad esempio: 

la liberalizzazione di Bersani: non ha avuto nessun merito nell'apertura del mio Negozio, ma ha forse invogliato gli altri a seguire le mie orme, a distanza di tre anni (ALT ha aperto nel 2008); 
deontologia: a differenza di qualche iniziativa successiva, Il Negozio Giuridico con le sue quattro sedi di Genova, Rimini, Como, San Giuliano Milanese, non ha avuto alcun  problema deontologico con i rispettivi Consigli dell'Ordine perché la sua attività è fondata su un modus operandiregolamentato in un disciplinare perfettamente in linea con il codice deontologico, ed anzi, in taluni casi, ancora più rigido. Per esempio, noi le consulenze le facciamo pagare, e questo fin dal 2005, sia perché il lavoro intellettuale è lavoro come gli altri  e va pagato, sia perché bisogna diffidare dei "regali". Senza remunerazione non vi è assunzione di responsabilità, il parere potrebbe essere ritirato ad ogni istante o peggio, potrebbe nascondere l'intenzione di legare il cliente magari consigliandolo di intentare causa (molto più redditizia di un parere gratuito...). Quindi Il Negozio Giuridico richiede la remunerazione dei pareri ed ha come regola inderogabile quella di non poter assistere i clienti in cause, proprio per garantire l'indipendenza della consulenza e dell'assistenza stragiudiziale.

- filosofia: non siamo lo  “studio legale a piano strada” come sono tutti gli epigoni post- Bersani. Il Negozio Giuridico non fa cause perchè l’approccio é completamente diverso (ed è questa la vera innovazione): dare al cliente gli strumenti per risolvere da solo i propri problemi per evitare di  farsi regolare la vita da degli estranei, dei “sacerdoti” (avvocati e giudici) che alla fine di un rito più o meno esoterico (il processo) concorrono alla pronuncia di una sentenza, un diktat a cui deve semplicemente adeguarsi. 
- personalizzazione: Il Negozio è l'antitesi dei grandi studi all'americana, strutture impersonali fatti di mille avvocati all'interno del quale i clienti vengono "smistati" solo in base alla loro specializzazione, come se l'empatia non fosse essenziale. A noi si rivolgono persone normali per risolvere i problemi di tutti i giorni. L'accoglienza è ottima: ormai i nostri clienti sanno che noi per statuto non andiamo in causa e non li trasciniamo in esasperanti processi che somigliano a bolgie dantesche. Il risultato lo vediamo nel comportamento dei nostri clienti, che hanno  un approccio  molto più rilassato  perchè si sentono veramente ascoltati ed assistiti e sanno che la spesa è contenuta e predeterminata;

- pubblicità:  abbiamo la migliore che si possa sperare, quella dei nostri stessi clienti che ci raccomandano. Non ci interessa dire di noi stessi che siamo bravi, professionali, aggiornati, veloci, ecc. ecc.: devono essere i clienti a dirlo. D'altra parte, studi di marketing dimostrano che è il passaparola la vera pubblicità dei professionisti. 

- tradizione e modernità: ed è quello che stiamo riusciti a coniugare con un rigido codice comportamentale e una tariffazione all'americana o a pacchetti, per esempio. 

- il futuro: esistono quattro Negozi Giuridici in Italia a Rimini, San Giuliano Milanese e Como. A febbraio ne aprirà un altro a Firenze e ne siamo fieri. Altri colleghi credono nell'idea e la portano avanti. E pensiamo di non limitarci al territorio italiano: abbiamo progetti rivolti agli italiani all'estero che non sempre sanno a chi indirizzarsi per ottenere un’assistenza giuridica stragiudiziale, o di assistenza legale rivolta a stranieri non residenti qui in Italia (per esempio, stiamo proponendo la nostra attività a tutte le strutture turistiche dell'Africa incorse in insolvenze contrattuali con tour operators italiani - e sono tante).

C'è grande fermento nel settore, e continuerà ad essercene ancora in futuro. L’essere stati i pionieri in questo settore ci spinge a continuare ad andare avanti con lo stesso rigore e gli stessi obiettivi.

Insomma, la vera novità non è la vetrina, ma la nascita di una nuova generazione di avvocati: gli avvocati di pace, non di guerra.

E’ un discorso veramente molto interessante, e molto meno specialistico di quello che si possa pensare. Sono a Sua disposizione qualora volesse approfondirlo ulteriormente. 

Le porgo i miei più cordiali saluti. Avv. Chiara Romeo (27.1.2010)